Lo stampaggio a freddo
Lo stampaggio a freddo è la principale tecnica utilizzata per la produzione di viti, bulloni e fasteners in generale, il suo largo impiego è giustificato dai molti vantaggi riscontrabili rispetto alle lavorazioni tradizionali. Molti particolari stampati a freddo vengono prodotti senza sfrido e, dove questo si rende inevitabile, rimane confinato in percentuali molto modeste rispetto al materiale lavorato. Un altro elemento d'interesse è l'alta resa produttiva, utilizzando macchinari moderni è consuetudine raggiungere produzioni orarie superiori a ventimila pezzi. Particolari, anche con geometrie complesse, possono essere prodotti senza ricorrere a costose lavorazioni di ripresa, con finiture superficiali che se opportunamente curate durante la lavorazione possono essere comparate a quelle ottenute da un'operazione di rettifica. L'alta qualità dei macchinari impiegati, permette in oltre di ottenere lotti di pezzi con dimensioni omogenee tra loro, questo grazie anche all'alta resistenza all'usura dei materiali utilizzati per costruire le attrezzature.
Lavorazioni fondamentali nello stampaggio a freddo
Utilizzando la combinazione di una serie di operazioni di deformazione fondamentali si ottiene un pezzo finito partendo da semplice filo metallico. La prima di queste operazioni è il taglio del materiale di partenza, le successive vengono utilizzate per plasmarlo fino ad ottenere la forma voluta. Queste operazioni di base hanno caratteristiche diverse tra loro e prendono il nome di: ricalcatura, estrusione diretta, estrusione inversa, tranciatura, foratura. |
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Taglio
Il filo avanza spinto dai rulli o dai pattini d'alimentazione attraverso due bussole, una fissa e l'altra mobile, un puntale d'arresto ne regola la lunghezza. Terminata la fase di avanzamento del filo, il movimento della bussola mobile provoca la tranciatura del materiale sporgente dalla bussola fissa. Il cilindretto così ottenuto viene estratto e trasportato dalle pinze del transfer alla successiva operazione. |
Ricalcatura
La ricalcatura avviene applicando una pressione in senso assiale all'estremità del cilindretto che sporge dalla matrice, si ottiene così sulla parte interessata alla lavorazione, una riduzione dell'altezza e un conseguente aumento dell'area. |
Estrusione diretta libera
L'estrusione diretta è utilizzata per ottenere una riduzione di diametro sul cilindretto. Il materiale sotto l'azione del punzone, è forzato a passare attraverso la strozzatura della matrice, il suo diametro assume pertanto la stessa dimensione della strozzatura e, come conseguenza la sua lunghezza aumenta. |
Estrusione diretta contenuta
L'estrusione diretta è utilizzata per ottenere una riduzione di diametro sul cilindretto. Il materiale sotto l'azione del punzone, è forzato a passare attraverso la strozzatura della matrice, il suo diametro assume pertanto la stessa dimensione della strozzatura e, come conseguenza la sua lunghezza aumenta. |
Estrusione inversa
Nell'estrusione inversa il cilindretto è completamente contenuto dalle pareti della matrice, un punzone penetra al suo interno facendo scorrere il materiale nel verso opposto lungo la parete della matrice. Ultimata la lavorazione il cilindretto ha lo stesso diametro di partenza, e il materiale estruso è andato ad aumentare la sua lunghezza. |
Rifilatura o tranciatura
Il cilindretto, dopo aver subito un' operazione di ricalcatura, viene spinto dalla matrice di tranciatura nel punzone (la matrice di tranciatura ha un profilo uguale a quello che si desidera ottenere sulla testa del pezzo), quindi rifila la testa spingendo il materiale in eccesso verso il punzone, entra poi in azione l'estrattore che spingendo il gambo del pezzo provoca la tranciatura della bava appena rifilata. |
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